Ansia da Prestazione : Condividere e Ascoltare

Ansia da PrestazioneL’ Ansia da Prestazione è un problema enorme , come un elefante in un negozio di cristalli!!
In particolare per chi affronta un palco scenico. La gestione dell’ Ansia da Prestazione è oggetto di numerosi trattati e libri , e programmi che insegnano come affrontare i sintomi e mitigare gli effetti. Si tratta di dominarla e invece che subirla.
Eppure solo un cambiamento sostanziale nel modo in cui l’ Ansia da Prestazione viene percepita ci può permettere di vincerla e gestirla.
Il cambiamento inizia nell’interpretazione che la maggioranza di noi da per esempio al Palcoscenico :Che spesso viene percepito come una barriera fra il pubblico e noi.
Ma il fatto di sentire la ribalta del palco scenico come una barriera non è una novità per chi soffre di Ansia da Prestazione , anche perchè c’è un ostacolo ancora più grande che ci inpedisce di essere tranquilli: Concepire la Preformance come Prestazione  invece che come Comunione , una conversazione una vera e propria connessione.
Per spiegare meglio un concetto che può sembrare estraneo , si consideri il tipo di emozione che si prova al proprio matrimonio , o guardando un bel concerto ,o ancora di più durante la nascita di un figlio.
Molti di noi non crederebbero di chiamare le sensazioni che si generano in queste situazioni Ansia, ma la cosa sbalorditiva è che si attivano le stesse reazioni fisiologiche.
Perchè non interpretiamo questo come Ansia da Prestazione ma come altro, Gioia , emozione … Perchè  noi in quegli attimi condividiamo quello che ci accade con chi ci circonda , non siamo concentrati su noi stessi.
Siamo in sintonia con il gruppo .

Ansia da Prestazione concetto e preconcetto

Nella attuale concezione , viva nella nostra cultura della “Prestazione” è vero perfettamente il contrario , il fatto di avvicinarsi al Palcoscenico ( come anche di avvicinarsi a qualsiasi altra prestazione)Il muro della separazione aumenta e la possibilità di istaurare comunione e collegamento si trasforma istantaneamente in un profondo senso di isolamento egocentrico.
Stiamo di fronte al palco , mentre la paura nella nostra pancia aumenta, e siamo concentrati su un solo pensiero “Stiamo Piacendo a chi ci vede e sente?”
Per superare tutto questo e impedire la risposta automatica e condizionata dell’ Ansia da Prestazione , dobbiamo avvicinarci agli altri mentalmente e chiederci chi sono le persone sedute difronte a noi? Essi non sono un muro o un’entità unica , vediamole singolarmente, Cosa vogliono e di cosa hanno bisogno?
Che cosa stanno cercando nella loro vita?

Immaginate che ognuno di loro sia venuto a cena a casa vostra ,discutete delle loro preoccupazioni , sogni e desideri. Come potresti raggiungere i loro desideri? Come puoi aiutarli?
Le persone che vengono a vedervi sotto al palco non sono dissimili.
Mentre sono seduti per ascoltare voi, stanno in realtà chiedendo di essere ascoltati.
Sono in attesa di essere sfiorati , di essere ispirati .Stanno sperimentando qualcosa nella tua voce e nella tua arte che gli permetta di capire se stessi, sentirsi ispirati e sognare , per una canzone un film un balletto significa entrare in confidenza con noi stessi.
Quando si concepisce che stare su un palco , oltre che una prestazione è un invito alla partecipazione con altre persone , più che una offerta di sè.
Allora l’ Ansia da Prestazione comincia a svanire , perchè quando si comunica e ascolta , in un rapporto di scambio , i rumori diventano inconsistenti, i rumori della nostra mente che è ossessionata dal risultato e dai dettagli tecnici, ma lo spettatore considera altro.
Chi prova Ansia da Prestazione da un potere agli altri su se stesso, imparate a ascoltare e a condividere.